26 ottobre 2016

Per distinguere tra ragione e retorica sul Web, "riaccendiamo" la radio della Guerra Fredda

La civiltà mediatica delle news in tempo reale ci sottopone a un autentico bombardamento di continui impulsi. Tanto che non sappiamo più distinguere tra retorica e ragione. E se tornassimo a lezione di storia, in particolare quella, ricca di materiali d'archivio, della radiofonia internazionale? La sensata proposta viene dai ricercatori della University of Bristol, che hanno dato vita al Connecting the Wireless World Project, una iniziativa che vuole analizzare la storia delle trasmissioni in onde corte, le antenate della tv satellitare e di Internet, dal punto di vista del ruolo che l'emittenza internazionale ha avuto nel forgiare le relazioni tra le nazioni e la politica domestica, in pace ma soprattutto durante nei lunghi anni del secondo conflitto mondiale prima e della Guerra fredda poi. 
Il progetto mette insieme storici e massmediologi di Regno Unito, Germania, Olanda, Portogallo e Stati Uniti e come missione ha anche l'organizzazione di eventi e seminari, l'ultimo dei quali ha avuto luogo il 15 settembre scorso presso la University of York sul tema "Knowing your enemy (and your friends): Cultures of radio monitoring and surveillance". Al seminario ha dedicato un bellissimo post uno dei coordinatori di Connecting the wireless world, David Clayton: "Rhetoric versus Reason: Why we need histories of radio surveillance and monitoring" Una buona parte dell'incontro era focalizzato sul ruolo storico degli uffici di monitoraggio delle trasmissioni internazionali e sugli archivi di materiali generati sia dalle emittenti, sia dai governi che ne tracciavano le attività. Clayton cita in particolare Radio Free Europe, auspicando un maggior sforzo di digitalizzazione e condivisione delle informazioni accumulate e archiviate in decenni di trasmissione. 
Osservando il programma del seminario noto con grande piacere la presenza di una storica contemporanea italiana, Linda Risso, che dopo la laurea all'Università di Genova è approdata a Cambridge per i suoi studi di dottorato e oggi è fellow di ricerca presso l'Institute of Historical Research di Londra. La Risso, che a quanto leggo dai suoi tweet è stata recentemente accolta nel Comitato redazionale di "Cold War History", è specializzata in storia delle relazioni tra paesi Nato e paesi dell'Est ed è intervenuta a York su una questione decisamente attuale: "The role of radio
and Ukrainian/Russia dialogue in the 21st century".  Sulla rivista Cold War History nel 2013 aveva pubblicato un articolo intitolato "Radio Wars, broadcasting in the Cold War" che per nostra fortuna è disponibile online

08 ottobre 2016

Radio Revolten: a Halle, in Germania, un mese di arte alla radio (anche in onde medie low power!)



Durerà fino al 30 ottobre il festival di radio-art Radio Revolten, varato il primo del mese nella località sassone di Halle an der Saale, nei pressi di Lipsia. Tra performance, esecuzioni, workshop e conferenze, diverse location della storica cittadina saranno animate da una settantina di sound e radio artist di 17 nazioni, che daranno luogo al festival di arte radiofonica più ambizioso della storia. Non poteva ovviamente mancare una stazione radio, attiva 24 ore su 24. L'omonima Radio Revolten si può ascoltare comodamente in streaming, ma per l'occasione da Halle sono in funzione anche una frequenza in FM, 99,3 e una in onde medie, su 1575 kHz. Il festival, curato tra gli altri da Knut Aufermann (qui intervistato dal Goethe Institut), per anni alla direzione artistica della londinese Resonance Radio, è davvero pieno di cose da ascoltare e seguire. Un dettagliato giornale-catalogo, RR Zeitung, è accessibile su Issuu. Il Festival si può seguire anche su Facebook e su Twitter.

Dopo lo spegnimento di tutti gli impianti AM degli enti regionali tedeschi, nel 2015, la low power Radio Revolten1575 kHz, offre, al di là dell'enorme valore culturale del festival, la ghiotta opportunità di riascoltare in onde medie la Germania (a dire il vero non è proprio così perché in questa porzione dello spettro radio è rimasta attivo il network delle forze americane AFN su 1107 kHz). Qui in Italia non sarà facile intercettarne il segnale, perché sulla stessa frequenza è ancora in funzione l'impianto OM di Genova/Portofino, ma si può tentare nelle ore notturne, nonostante l'interferenza dalla Spagna (e forse dagli Emirati arabi), tanto più che, specie di notte, è prevista la trasmissione dell'identificativo Radio Revolten anche in codice Morse. Utilizzando la Web radio remotizzata di Twente, in Olanda, riesco a sentire qualcosa intorno al tramonto, anche se molto a sprazzi. 
L'antenna di Radio Revolten 1575 troneggia su una delle cinque torri della centrale Marktplatz. Radio Revolten, l'arte alla radio e la radio nell'arte, è un progetto curato da Radio Corax, emittente alternativa FM della stessa Halle. L'antenna è stata montata, accanto al dipolo già utilizzato da un club radioamatoriale, sulla cima della torre dell'ex Istituo di Fisica dell'Università. 
La Fondazione culturale federale è il principale sponsor dell'iniziativa, la cui direzione, oltre a Auferrmann è affidata ad Anna Friz e Sarah Washington, la redattrice dell'austriaca ORF Kunstradio Elisabeth Zimmermann e al responsabile della programmazione di Radio Corax, Ralf Wendt.

07 ottobre 2016

Segnali ultradeboli e SDR da master a Castelfeder, per la 18esima edizione di Digital&Radio Communications

Lo so, non è un gran preavviso, ma non potevo non segnalare - facendo i miei auguri ai partecipanti - il summit di due giorni a Castelfeder che si apre domani, sabato 8, in Alto Adige. Si tratta della 18esima edizione dello storico convegno sulle comunicazioni radioamatoriali digitali ideato dall'associazione i-Link e da diversi anni è il centro delle discussioni e degli annunci a più alto livello per quanto riguarda la ricerca e sviluppo SDR in Italia. Ecco la locandina dell'evento, che non è stato particolarmente promosso sul Web:


Personalmente ho diversi problemi che mi impediscono di prendere parte quest'anno, ma se potessi non mi perderei il pomeriggio di domani, con gli interventi di Giovanni Franza, giovane ingegnere svizzero che ha dedicato la sua tesi per il master alla scuola superiore SUPSI di Lugano alle applicazioni della piattaforma SDR Elad DUO,  e il solito Nico Palermo, che presenterà il suo straordinario lavoro sulla trasmissione di segnali a bassissima potenza, alle estreme frontiere del limite di Shannon, con la codifica QRA64 che estende quelle già disponibili con il software WSJT. In occasione della conferenza di Venezia EME2016 lo scorso agosto, Nico aveva già reso pubblici un articolo sui codici "cumulativi", e le slide della sua presentazione.
Arrivare alla Haus Castelfeder, nei pressi di Ora (Bolzano), non è banale, così come non banali saranno i contenuti discussi durante Digital&Radio Communications 2016, ma bisognerebbe davvero esserci. Come sempre, attenderò il reportage fotografico di Alberto Di Bene.

03 ottobre 2016

RTE 1 252 kHz, niente switchoff nel 2017. Le onde lunghe piacciono agli espatriati

La foto dell'impianto di Clarkstown, da Wikipedia.
[Purtroppo il contenuto di questo post deve ricevere uno spiacevole aggiornamento. I responsabili di RTE hanno confermato che la dismissione dell'impianto di Clarkstown rimane programmata per il 2017. Verranno comunque esplorati altri format e canali destinati alla comunità degli irlandesi emigrati. Peccato.] Il modello europeo del "public broadcasting" è messo a dura prova dalla lunga crisi, che ha reso i bilanci di molte emittenti perforati come il gruviera. Ma è sempre più chiaro che certe scelte sono, in realtà, di natura politica. Hanno a che fare con i desideri e le aspirazioni della gente. In questo senso sorprende l'annuncio, oggi sull'irlandese Independent, della sospensione del progetto di smantellamento dell'impianto in onde lunghe di Clarkstown su 252 kHz, nato come joint venture pubblico-privata (tra l'irlandese RTE e il gruppo RTL) alla fine degli anni '80 e oggi gestito da RTE Radio 1 attraverso 2RN, l'operatore di rete controllato dallo stesso broadcaster pubblico. I 252 consumano molto e pesano parecchio sulla bolletta elettrica di RTE (250 kiloeuro all'anno, secondo il quotidiano). L'emittente, chequest'anno annuncerà un altro buco da 20 milioni di euro, aveva da tempo deciso per lo spegnimento di questa potente antenna, che era stato fissato per il maggio del 2017. E invece sembra che il destino ultimo delle onde lunghe irlandesi potrebbe essere oggetto di revisione. Diversi gruppi di opinione si sono fatti sentire, inclusi i rappresentanti della importante comunità di 600 mila irlandesi che vivono nel Regno Unito, naturale area target dell'emittente. Per quanto obsoleta e costosa come tecnologia, le onde lunghe continuano a essere percepite come un importante legame con la madre patria, soprattutto dagli ascoltatori più anziani. L'Independent cita un sondaggio da cui risulterebbero livelli di apprezzamento superiori al 90% in un pubblico evidentemente molto più fedele del previsto.
Non è detto che non vengano prese in considerazione tecniche nuove, come il DRM (peraltro già utilizzato in passato per una sperimentazione sulla stessa frequenza), ma anche il prossimo anno RTE 1 continuerà a trasmettere.

07 settembre 2016

E due. All'IBC di Amsterdam l'annuncio di un secondo nuovo ricevitore DRM, il Gospell GR-216

Sono passati pochi giorni dalle prime rivelazioni riguardanti un nuovo modello di ricevitore predisposto per il sistema di radiofonia digitale DRM - Digital Radio Mondiale, e già arriva la notizia di un secondo ricevitore presto disponibile sul "mercato di massa". Il ricevitore, siglato GR-216, verrà prodotto da una azienda cinese dal nome un po' improbabile, Gospell, al momento conosciuta solo per i suoi set top box. Ma a chi come Radiopassioni segue questo settore da tempo praticamente immemore, non sfugge la coincidenza di una origine in comune: nel febbraio scorso Gospell ha infatti acquisito un concorrente chiamato Newstar Chengdu, produttore negli ultimi anni di ben due modelli DRM, il DR111 e DR212.
Nella sua storia prossima a diventare trentennale (i primi esperimenti con una versione preliminare dello standard Eureka 147, altrimenti noto come DAB, risalgono al 1988), la radio digitale ha raggiunto in poche occasioni livelli di penetrazione autenticamente compatibili con la definizione di mass market. Il DAB in questo momento è la tecnologia più diffusa a livello globale, in alcuni casi con popolazioni di qualche milione di ascoltatori. Anche i due sistemi americani terrestri e satellitare - rispettivamente HD Radio, non a pagamento e Srius XM, a pagamento - si può misurare in diverse centinaia di migliaia di apparecchi venduti o abbonamenti sottoscritti.
Il DRM, concepito a suo tempo (1998) dai costruttori di apparati come tecnologia "rivitalizzante" nell'ambito del broadcasting internazionale, in forte declino negli anni a ridosso della caduta del Muro di Berlino, non ha mai avuto neppure sfiorato queste cifre. In una dozzina d'anni di vita commerciale dello standard, ufficializzato dall'ETSI, i pochi ricevitori standalone prodotti da una manciata di costruttori hanno venduto - e solo a hobbysti molto motivati - un esiguo numero di esemplari. Insuccesso che non ha mai del tutto bloccato la lenta ruota del mulino di una nicchia di industria che a dispetto della evidente scarsità di componentistica, non ha mai smesso di riprovarci con una certa regolarità. Tra i primi ricevitori "di massa" ci fu il Morphy Richards, poi tanti altri tentativi fino al Newstar. Più recentemente ci ha provato un costruttore indiano, Avion, con un modello disponibile solo via Amazon India. E pochissimi giorni fa, in occasione di un meeting della HFCC, l'associazione globale dei broadcaster in onde corte, la presentazione del PantronX Titus II (i nomi, quando si tratta di DRM, sembrano quelli inventati per i film di James Bond 007), un dispositivo basato su tablet Android che se non altro desta proprio per questo motivo una certa curiosità. 
E adesso ecco il turno di Gospell, il cui comunicato diffuso nei giorni della fiera olandese IBC recita così:

GR-216 is equipped to receive DRM broadcast, as well as traditional FM with RDS and AM in medium wave band and shortwave band. Featuring a high performance DRM/AM/FM tuner, GR-216 provides noise-free reception of even the weakest stations. It supports the latest audio compression standard xHE-AAC and traditional HE-AAC as well as SBR and parametric stereo.
Besides the built-in whip antenna and ferrite bar antenna, dedicated AM/FM external antenna terminals with switch are located on the rear side of the radio, this will help those who live or work in a metal or concrete building and enjoy listening to a radio.
This unique radio will automatically turn itself on and initiate its emergency-tuning process when the Emergency Warning Broadcasting is engaged. The radio will enlarge its volume, flash the backlight, play siren sound and tune itself to the emergency program.
In addition to DRM program recording, AM/FM are also supported. Recorded program will be stored on the attached USB pen drive and can be played back on other devices such as a phone or a tablet. The GR216 also includes a scheduler which allows the user to schedule regular and unattended recordings for their favorite radio programme.
The built-in high-quality 3 inch full-range speaker with enlarged magnet provides outstanding audio performance and room filling sound. With the help of state-of-the-art audio processing technology, GR-216 includes separate bass, mid and treble tone controls and a graphics equalizer, users can tailor the sound to their taste. We’ve provided an output for headphones along with an audio output on the rear side of the radio for line recording or to connect GR-216 as a radio tuner to a home audio system.
As a tabletop radio, GR-216 features dual independent alarm clocks with sleep timer. The alarm clock allows for once, daily, weekday and weekend settings. The alarm can be adjusted to the volume you prefer with buzzer or radio stations. 

Caratteristiche interessanti, soprattutto il nuovo codec audio xHE, e un design che per una volta non ricorda un brutto giocattolo in plastica made in China. Non ci sono indicazioni di prezzo ma è presumibile che si aggiri intorno ai soliti 100, 150 euro. A parte il sospetto che continuando di questo passo il famoso mass market non sarà raggiunto da un costruttore capace di sfornare un milione di pezzi ma da un milione di costruttori incapaci di andare oltre qualche manciata di prototipi, resta un problema non marginale: ormai sono pochissimi  broadcaster attivi con trasmissioni digitali, i più impegnati sono gli enti statali di Romania, India e Nuova Zelanda. Il senso di tutto questo sfugge ai più, sembra diventata una strana partita tra broadcaster sicuramente non celebri per la loro governance e trasparenza interna, costruttori di trasmettitori HF, e un numero imprecisato, ma non elevatissimo, di ascoltatori. Pergiunta, in una fase storica in cui tutto lascia intuire che la radiofonia convergerà sulle future infrastrutture 5G.

06 settembre 2016

ABC Domestic Service lascia spegne le onde corte dei 120 e 60 metri. Niente più ascolti esotici dall'Australia?



Se fosse definitivamente confermata, sarebbe una notizia tristissima per la comunità globale degli ascoltatori delle onde corte, e forse un disagio ancora più grande per gli abitanti della vasta regione desertica dei Northern Territories australiani. Sembra che ABC abbia improvvisamente dismesso le tre stazioni HF che ripetevano la programmazione locale nell'area compresa tra Alice Spring al centro dell'Australia e Katherine più a nord, in direzione del porto di Darwin. Tre postazioni che utilizzavano diverse frequenze nelle bande tropicali dei 120 e 60 metri, riportate in questa tabella, con potenze non superiori ai 50 kW. 




Malgrado la distanza e la potenza relativamente bassa tutte queste frequenze consentivano di ricevere il segnale nazionale di ABC anche qui in Italia - spesso con sorprendente intensità - per la gioia di tutti gli hobbysti delle onde corte. Ma naturalmente, pensiamo soprattutto alle implicazioni su scala locale. Secondo una prima testimonianza, le onde medie non sono sufficienti per assicurare copertura diurna in quel territorio, dove sono presenti piccoli ripetitori in FM. Le piccole comunità degli aborigini non disporrebbero neppure di tale opportunità.
Ma sarà una decisione definitiva? La domanda è lecita perché proprio in queste ultime settimane la sezione internazionale di Radio Australia operativa dagli impianti di Shepparton hanno avuto un comportamento strano. Di colpo, verso metà agosto, tutte le trasmissioni sono state sospese e tra i commenti che circolavano tra DXer e appassionati di programmi radio dall'estero l'ipotesi più concreta  era che lungi dal trattarsi di una semplice manutenzione, lo spegnimento era stato deciso proprio per poter valutare le reazioni degli eventuali ascoltatori. Insomma, un trucco per capire se se Radio Australia in onde corte la ascoltasse qualcuno. Il problema di un servizio domestico diffuso in modalità analogica in HF oggi è legato ai costi delle potenze impegnate in funzione della qualità e della reale penetrazione di queste emissioni. Le onde corte sono molto affidabili, lo si sa, ma è naturale che non tutti la considerino necessariamente una soluzione percorribile. Tenere in piedi certe attività di trasmissione solo per la felicità di poche centinaia, forse decine di persone in tutto il mondo, per di più non contribuenti dell'erario australiano oggigiorno può presentare un po' di problemi a livello politico. 
Se le ipotesi sono vere, è anche possibile che ABC stia cercando di vagliare meglio il potenziale di audience del servizio domestico, pur se sarebbe verosimilmente più logico svolgere una vera e propria ricerca di mercato nella regione centrosettentrionale. Dopo la momentanea pausa, durata comunque diversi giorni, Radio Australia internazionale è ritornata a trasmettere da Shepparton. Ora bisogna vedere che cosa succederà dei programmi nazionali diffusi nei 120 e 60 metri. Il rischio di sparizione definitiva c'è e non è affatto trascurabile. Basteranno le reazioni degli ascoltatori autraliani e dei DXer d'oltre confine a determinare un esito diverso?

05 settembre 2016

L'emergenza provocata dal tifone Lionrock riaccende le onde medie e corte dell'est siberiano

Il profondo est russo è scosso dalla peggiore tempesta degli ultimi 40 anni, le scorte di cibo e acqua devono essere aviotrasportate, le devastazioni sono superiori a quelle registrate nel 1989 con il tifone Judy. E Radio Rossii decide di ripristinare i servizi in onde medie e onde corte dagli impianti siberiani, gli stessi che erano stati messi frettolosamente in pensione un paio d'anni fa. Già nei mesi scorsi la repubblica siberiana della Yakuzia aveva ripreso a diffondere sulle onde corte, nei 41 metri, i programmi di Radio Sakha, perché l'FM non era sufficiente per le esigenze di ascolto di una popolazione sparpagliata in un territorio vastissimo. 
Lo sfacelo provocato dal tifone "Lionrock" dimostra ancora una volta che le infrastrutture radiofoniche in onde medie e corte, con la loro capacità di assicurare una copertura territoriale molto estesa a partire da un unico punto emittente, possono essere fondamentali. E che le conseguenze del cambiamento climatico suggeriscono estrema attenzione quando si tratta di decidere se smantellare o anche semplicemente mettere in naftalina impianti che necessitano di regolare manutenzione per funzionare senza problemi.
I DXer stanno seguendo l'evoluzione con i loro ricevitori, anche remotizzati. La frequenza onde corte più attiva è quella dei 5900 tra le 10 e le 14 UTC, dalle possibili località siberiane di Tulagino in Yakuzia, Kamchatka o Arman/Magadan nel nord siberiano. Ripristinato anche il trasmettitore di Razdolnoye su 810 kHz, ripreso in un recente notiziario televisivo:

 

09 giugno 2016

Radiopassioni on-air: i post si leggono sulle onde corte di IBC

Radiopassioni non viene più aggiornato molto frequentemente - è un periodo in cui purtroppo non mi è facile trovare abbastanza tempo - ma in compenso i suoi contenuti trovano nuove piattaforme di distribuzione! Grazie a IBC Italian Broadcasting Corporation, una selezione dei miei post viene ora diffusi in modalità digitale attraverso le onde corte analogiche, utilizzando le codifiche radioamatoriali MFSK32 e Olivia 16-500. La trasmissione ha luogo ogni mercoledì nello slot dalle 20 alle 22 UTC che IBC si è assicurata sulla frequenza europea di 6070 kHz, dalla Germania. La prima trasmissione ha avuto luogo ieri, 8 giugno, ma lo spazio di IBC Digital dovrebbe essere regolare, tra le 20:30 e le 21 UTC. Radiopassoni condivide la fascia testuale del programma IBC con "DX News DX Italia". Le due modalità di trasmissione si possono decodificare facilmente utilizzando il software cross-platform FlDigi e a differenza di quanto avviene normalmente con questo tipo di emissioni non occorre avere un ricevitore in grado di ricevere trasmissioni in CW o in banda laterale. In questo caso la banda-base del segnale digitale viene infatti diffusa in modulazione d'ampiezza, generando l'audio che serve ad alimentare l'ingresso del computer utilizzato per FlDigi.
D'accordo con la redazione di IBC, Radiopassioni in futuro andrà in onda anche con una programmazione audio. Sto pensando a come produrre questa nuova veste di RP, per il quale sto da tempo meditando una uscita on-air o podcast. La trasmissione verrà inserita nella programmazione IBC in onda, oltre che sul relay di 6070, sulle frequenze proprie di 3930 e 6970USB che IBC impegna tutti i martedì e i giovedì tra le 18 e le 21 UTC.
Lasciatemi dire che sono molto contento che Radiopassioni possa essere associato a una stazione "non autorizzata" (in realtà i 6070 del relay sono regolarissimi) che ha fatto la storia delle trasmissioni hobbystiche in Italia. IBC oltretutto nasce per iniziativa di amici con i quali ho condiviso decenni di militanza nella DX community italiana. Nel frattempo la radiofonia in onde corte è cambiata radicalmente, là fuori non ci sono più tutte quelle stazioni da ascoltare. Ma per un verso o per l'altro l'hobby è ancora pimpante, anche se tanti broadcaster internazionali e domestici hanno abbandonato le HF. I veterani si consolano con le onde medie, gli SWL continuano a seguire le trasmissioni dei radioamatori, la ricezione a lunga distanza in FM, anche se stagionale, è una inesauribile fonte di emozioni. E poi c'è tutto il comparto delle trasmissioni civili e militari HF a carattere utilitario, inclusa la nicchia dei radiofari in LF. Insomma, tante occasioni di sperimentazione della ricezione on-air e tante, tantissime storie da raccontare su una radiofonia ormai indissolubilmente integrata con Internet e aperta a nuove modalità digitali. 


07 maggio 2016

La basker music australiana di RadioDX, presto anche in banda tropicale HF


Una curiosa Webradio "ads free", tutta dedicata alla nuova musica australiana, in particolare i "baskers" (i musicisti che si esibiscono per strada, per qualche moneta) dell'area di Sydney, promossa da un radioamatore, sta per avere - sempre grazie a Nick Hacko, VK2DX, patito dei collegamenti radio a bassa potenza, o QRP come si dice in gergo amatoriale - il suo battesimo ufficiale nella banda dei 60 metri. Tempo fa Nick ha pubblicato sulla lista DXLD di Glenn Hauser la sua storia di piccolo editore radiofonico, raccontando di aver scoperto che il regolatore australiano ACMA aveva bandito un nuovo tipo di licenza "HF domestic service", per l'assegnamento di frequenze tra i 2,3 e 26,1 MHz (ovviamente per le frequenze nei 120, 90 e 60 metri bisogna operare da un'area geografica compresa nella fascia tropicale definita dall'ITU). Ottenere una di queste licenze, racconta ancora Nick, non è stato per niente facile perché la burocrazia si è rivelata un serio ostacolo. Ma alla fine VK2DX ce l'ha fatta: la licenza è stata concessa e RadioDX - un nome che è tutto un programma - dovrebbe cominciare a testare tra un mese, un mese e mezzo, una delle due frequenze messe a disposizione da ACMA. Le prime trasmissioni dovrebbero avvenire su 5045 kHz con 1 kW di potenza.

Che possibilità ci sono di ascoltarla da noi? Molto dipende dalle fasce orarie in cui RadioDX sarà attiva. La potenza è un decimo di quella che consente, o consentiva, alle emittenti della Papuasia ad arrivare con segnali non trascurabili, condizioni permettendo. Il Queensland non dovrebbe essere impossibile. Per ora, non ci sono problemi nel seguire il piacevole stream dal suo player Web.

Ben risentita Radio Sakha. La Siberia russa torna sulle onde corte!

Dopo la decisione da parte delle autorità russe di smantellare in pratica l'intera infrastruttura radiofonica operante sulle onde lunghe, medie e corte nel 2011, sul territorio della Federazione russa  (e su quello conteso della Transdnistria) sono rimasti pochissimi impianti ancora attivi. A parte i 1413 di Grigoriopol non è certo lo status di due o tre frequenze in onde medie utilizzate su scala locale e segnalate fino a poco tempo fa. Mentre in onde corte l'unica presenza certa era quella di Adygeyskoye Radio, emittente locale caucasica, che utilizza per il suo "servizio internazionale" in lingue come il circasso, la frequenza di 6000 kHz, nella prima serata di lunedì, venerdì e domenica. Ecco come arrivava ieri alle otto di sera, a Milano.


Da pochi giorni è tornata sulle onde corte anche la Yakuzia, la repubblica siberiana di Sakha, che aveva annunciato l'intenzione di riottenere una licenza in onde corte per favorire l'ascolto di Radio Sakha su un territorio che vede poco meno di un milione di abitanti sparsi in qualcosa come 2 milioni di chilometri quadrati, pieno di cacciatori, pescatori e persone in movimento (diciamolo, solo un ammnistratore cretino può pensare di rinunciare alle onde corte per offrire servizi radiofonici in geografie del genere). La notizia dei progetti di riattivazione risale all'inizio dell'anno ma la stazione, NVK, ha mantenuto le promesse e ha iniziato a trasmettere proprio all'inizio di maggio. Ci sono ancora incertezze sugli orari del servizio, ma una segnalazione giunta proprio adesso dalla California conferma che Radio Sakha è attiva su 7295 e 7345 kHz, due frequenze non certo libere da interferenze. Poter ascoltare da una spiaggia nei dintorni di San Francisco aiuta. Ecco il fantastico clip appena diffuso da Ron Howard, leggendario beach DXer sul Pacifico. Quali sono le possibilità di ascoltare qui in Italia Radio Sakha? Probabilmente con l'oscurità, soprattutto in autunno e inverno, le chance ci sono, dopotutto stiamo parlando di impianti da 100 e 250 kW dichiarati, ma 7345 è molto utilizzato dalla Cina, tanto per cambiare.